Coronavirus – Lo stupendo discorso agli Italiani di Alberto Angela: “I nostri valori sono il frutto della storia – La nostra generazione diventerà un esempio per le future perchè le nostre antiche radici ci rendono forti”

Alberto Angela

 

 

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Coronavirus – Lo stupendo discorso agli Italiani di Alberto Angela: “I nostri valori sono il frutto della storia – La nostra generazione diventerà un esempio per le future perchè le nostre antiche radici ci rendono forti”

Alberto Angela prima della messa in onda di “Stanotte Venezia“,  si è rivolto ai telespettatori, attraverso un video messaggio, per riflettere sull’emergenza Coronavirus. E, in particolare, su come la nostra storia millenaria sia, in questo momento, un faro per orientarci nella tempesta. Se per il mondo intero siamo diventati un modello da seguire, dice Alberto Angela, è perché stiamo mettendo in campo i nostri valori. Valori che ci hanno tramesso le generazioni precedenti, insieme a un immenso patrimonio artistico, e che noi, a nostra volta, dobbiamo assumerci il compito di tramandare ai posteri.

Buonasera, questa sera partiremo per un grande viaggio del nostro patrimonio, riproponendo alcune puntate, ogni settimana, di “Meraviglie stanotte a”. E questa sera inizieremo con Venezia, Stanotte a Venezia, tuffandoci nelle sue atmosfere notturne e non solo, nella sua meraviglia.

Allora quando abbiamo incominciato questi programmi “Meraviglie stanotte a” il primo obiettivo era quello di far vedere il nostro patrimonio filmandolo con tecniche di altissima definizione. Però c’era poi anche un altro obiettivo, quello un po’ di scuotere gli animi perché in effetti il nostro patrimonio è frutto di alcuni valori delle generazioni passate come la genialità, la creatività, la professionalità, e anche l’amore per la vita che servono al nostro paese in questi anni.

È un po’ come se il passato permettesse di capire come affrontare il presente per indirizzare il futuro.

Sì però io non avrei mai pensato un giorno di poter vedere un nuovo volto, unico, del nostro Paese prendere forma davanti ai miei occhi. Non si tratta di un monumento, ma di un’azione collettiva un azione dell’Italia tutto accade grazie a voi. Voi che siete negli ospedali, nei reparti di terapia intensiva, parlo dei medici, degli infermieri, di chi si occupa delle analisi, e chi invece si occupa di pulire questi luoghi, chi organizza l’amministrazione di questi luoghi di prima linea. E poi l’Istituto Superiore di Sanità, la Protezione Civile. Poi chi sta nei trasporti, chi lavora nei supermercati, in quelle aziende che ancora lavorano, le forze dell’ordine.

Insomma tutti sono in prima linea e stanno veramente rappresentando l’Italia nella lotta a questo virus.

E poi ci siete anche voi. Voi che siete a casa, come me, sì perché – non viene mai detto abbastanza – che anche voi state salvando delle vite, non uscendo di casa impedite al virus di diffondersi e quindi salvate, anche se non lo sapete, tante vite.

Certo molti non ce l’hanno fatta e io penso soprattutto al vuoto incolmabile che hanno lasciato in tante famiglie e io mi stringo tanto torno queste famiglie abbraccio idealmente le persone che soffrono in questo momento.

Il nostro Paese ha certamente preso delle decisioni forti, in queste settimane. All’inizio all’estero ci guardavano po’ con curiosità, tensione ma poi anche un po’ con sospetto. Vi ricordate che noi italiani appariva un po’ come degli uditori. Poi le cose sono andate in altro modo e adesso l’italia è visto come un esempio, modello da seguire nella lotta a questo virus da parte di tutti i paesi del mondo.

Anche la Cina e la Corea del Sud lo hanno fatto, hanno mostrato una via. Ma noi nel mondo occidentale, in Europa, siamo considerati ormai appunto un esempio. E io mi sono chiesto come ha fatto un piccolo Paese come l’Italia a essere un faro, un esempio da seguire, un modello. Allora, ci sono tante spiegazioni, ma io credo che ci sia anche qualcosa che deriva dalla nostra storia, del nostro patrimonio. E sì, perché tutto il nostro patrimonio è frutto delle generazioni passate che ci hanno lasciato dei monumenti, ma anche dei valori. E quei valori si sono accumulati gradualmente nella nostra testa, si chiamano cultura: modo di parlare, di scrivere, di vivere, di vestirsi, di mangiare. Ecco.

E io credo che tutto questo sia emerso in questo momento di emergenza, queste antiche radici sono qui con noi. È come se tutte le generazioni passate fossero assieme a noi a combattere, suggerendoci in modo di comportarci. E noi abbiamo ben tremila anni di civiltà alle spalle, forse questo che fa la differenza rispetto a tanti altri Paesi.

Non lo so, io so solo che bisogna ancora a stringere i denti per un po’. Poi, lo sappiamo, tutto finirà. E allora? Allora vi chiedo due cose: innanzitutto non dimenticate, una volta che tutto sarà finito, che in questo momento in prima, negli ospedali, tutte le persone che sono state coinvolte con uno spirito di sacrificio immenso. Non scordiamoci di chi non c’è più. E poi soprattutto, quando partirete per fare dei viaggi, perché tutto sarà finito, premiate l’Italia. Aiutate chi vive di turismo: cooperative di ragazzi, guide, alberghi, ristoranti che stanno soffrendo tantissimo, e soprattutto in questo modo priemierete anche il nostro patrimonio e tutte le generazioni passate che stanno lottando idealmente assieme a noi.

Grazie

 

 

 

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