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Covid – L’intervista ad Erri De Luca:”Quello che certamente resterà, sarà il fatto che nessun Governo si potrà mai permettere negli anni futuri di tagliare le spese alla Sanità”

 

De Luca

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Covid – L’intervista ad Erri De Luca:”Quello che certamente resterà, sarà il fatto che nessun Governo si potrà mai permettere negli anni futuri di tagliare le spese alla Sanità”

L’intervista rilasciata da Erri De Luca al gruppo di lavoro Zoe

Erri, abbiamo alle spalle quasi due mesi di quarantena, ma abbiamo tutti poche certezze. Eravamo in qualche modo, anche solo lontanamente, attrezzati per affrontare tutto questo?

Non eravamo per niente pronti. Non eravamo pronti a rinchiuderci dentro ed a tenere ferme le macchine. No, non eravamo pronti. Abbiamo però dimostrato una certa elasticità, una certa flessibilità oltre a un buon spirito civico. Credo abbiamo condiviso con consapevolezza e non subito queste restrizioni, necessarie, di questi mesi.

Un noto giornalista, uno di quelli che vengono definiti decani del giornalismo, si è lasciato andare ad un’esternazione poco felice sui meridionali mi riferisco a Vittorio Feltri, non so se hai letto…

Ma tu che hai detto “cani”?, uno dei cani del giornalismo?

Forse deve essere saltata la connessione (sorridendo)…

No, beh, è stata una dichiarazione per me surreale, perché immaginare che ci possa essere qualcosa di inferiore… è impossibile.

Perché vengono fuori degli istinti simili che ci portano addirittura a mettere in competizione nord contro sud, che è quanto di più lontano all’utilità in questo periodo. Perché abbiamo l’istinto di voler trovare qualcuno contro cui accanirci?

Intanto il Nord questo periodo ha subito una tale batosta e una tale penitenza che era da compiangere, da compatire e da condividere. Questa sofferenza enorme… Io ho provato un sentimento di affetto e di commozione. Se poi a cose inverse, insomma, qualcuno non avesse provato stessi sentimenti per il meridione, beh questi sarebbero affari loro. In questo momento, insomma, mi sono sentito molto più cittadino italiano, proprio per questa condivisione del patimento, della sofferenza e della penitenza che hanno subito quelle regioni e quelle città.

Sono davvero curioso di sapere cosa hai pensato, cambiando argomento ma non di moltissimo, quando si paventava per la fase 2 la possibilità che gli over 60 dovessero continuare a restare a restare a casa, si rischiava – anche in questo caso – una sorta di dicotomia: invece che il nord contro sud, giovani contro maturi.

Gli anziani sono stati decimati negli ospizio. Lì sono stati decimati. Lì si è visto il rapporto che abbiamo, che la nostra comunità ha con gli anziani: una discarica. Presi e mandati lì, abbandonati dentro quella florida istituzione che sono le case di riposo. Alcune delle case di riposo sono anche eccellenti e accoglienti, ma abbiamo visto delle cose atroci su come vengono trattati gli anziani, i vecchi dentro a quei posti. E non è colpa solamente di quei posti. È il fatto che questa nostra comunità si è messa mandare in quei posti i loro affetti, i loro cari, i propri vecchi. Ora, io sono anziano abbastanza per sapere che nessuno della mia famiglia è mai stato messo in un ospizio. Nessuno. Dei tempi passati fino ai miei genitori, che sono stati con me ed hanno vissuto, fino agli ultimi giorni della loro vita, con me in casa.

C’è un’altra questione che si lega a doppio filo con quello che è il nostro futuro immediato, la fase due. Sembrano esserci due correnti: una che chiede l’apertura immediata per salvaguardare anche la situazione economica e l’altra invece per una riapertura molto più lenta per paura di una seconda ondata. Ma siamo costretti a scegliere tra lavoro, benessere economico e salute?

Beh, questo è così. Questo è così. In questi mesi invece dell’economia, i maestri del potere non erano gli economisti, ma i medici. E dunque questa è stata anche una cosa salutare, interessante e benefica. Il fatto che un Governo, per la prima volta, invece di occuparsi del PIL si è occupato della salute dei cittadini, della loro cura, della loro cautela. Questa è stata una novità enorme, grandiosa, che ha rovesciato completamente, buttando gambe all’aria, le precedenze, le priorità che finora erano l’economia, il pil e la legge finanziaria. Queste sono passate in secondo, terzo, quarto piano. Però resta il fatto che andiamo incontro a una crisi economica robusta. La fase 2 è più delicata perché fino a che siamo tutti alla pari, siamo tutti chiusi dentro, va bene, condividiamo. Ma quando si tratta poi “tu sì e tu no” entra in ballo il sospetto di preferenze, di abusi, di angherie di “ma tu vali di più, io valgo di meno”… invece in questo momento siamo tutti uguali. Quello che succederà e che avremo molto più bisogno di solidarietà, perché la crisi economica farà aumentare i poveri.

E quello che certamente resterà, sarà il fatto che nessun governo si potrà permettere, negli anni futuri, nel tempo futuro, di tagliare le spese alla Sanità!

 

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