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41 anni fa – il 19 luglio 1978 – ci dava l’addio il mitico Marcello Marchesi – Ricordiamolo come sarebbe piaciuto a lui: 101 delle sue fulminanti, micidiali, geniali battute…

 

Marcello Marchesi

 

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41 anni fa – il 19 luglio 1978 – ci dava l’addio il mitico Marcello Marchesi – Ricordiamolo come sarebbe piaciuto a lui: 101 delle sue fulminanti, micidiali, geniali battute…

Marcello Marchesi (1912-1978), umorista, presentatore TV, autore teatrale, autore di spot pubblicitari (migliaia di Caroselli), battutista, sceneggiatore di molti film di Toto’ (Siamo uomini o caporali, ecc) e così via… UN GENIO – Lo vogliamo ricordare come sarebbe piaciuto a lui, con una lunga carrellata delle sue battute più famose… E non c’è solo da ridere….

 

Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano.
Bocciate. Bocciate un pò di figli del popolo. Che rimanga qualche idraulico.
Burocrazia: bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli.
Che Dio ci perdoni. E ci perdonerà. E’ il suo mestiere.
La legge è uguale per tutti. Basta essere raccomandati.
Il mondo è fatto a scale, chi è furbo prende l’ascensore.
Il critico è uno che sul libro fa il tassello, come se fosse un’anguria: se è rosso dice che è bello senza assaggiarlo.
Giovane si schianta contro un lampione. Spenti entrambi.
Finalmente una buona notizia: l’atomica non causa il cancro!
È sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva degli amici irreprensibili.
Due parallele si incontrano all’infinito, quando ormai non gliene frega più niente.
Chi trova un amico chiede un prestito.
La signora Colgate va a cambiarsi d’alito e torna subito.
L’occasione fa l’uomo ministro.
Lunga la fila, stretta la via, fece un sorpasso e… così sia.
Mi sento sotto la cresta dell’onda.
Nessuna nuora, buona nuora.
Nessuno si è mai ammazzato perché non riusciva ad amare il prossimo suo come se stesso.
Non esistono innocenti: tutti abbiamo passato un raffreddore a qualcuno.
Non ho niente da dire, ma lo devo dire.
Odio bonariamente tutti.
Oggi tutto non basta più.
Perchè denunciare il reddito dopo il bene che vi ha fatto?
Pio Bove era un papa? Santo Spirito era un banchiere?
Si era talmente applicato agli studi sessuali che vinse una borsa di stupro.
Tra il dire e il fare c’è una busta da dare.
Tutto è perduto fuorché l’ospite d’onore.
Un caso pietoso commuove, due anche, tre deprimono, dieci amareggiano, cento scocciano, mille rallegrano gli scampati.
Un cretino può scrivere un saggio ma non viceversa.
Una delle cose fondamentali della vita è la dignità. Non bisogna mai perderla. Per non perderla basta non averla.
Mangiate merda, milioni di mosche non possono sbagliare.
L’importante è che la morte ci trovi vivi.
Nessuno è ateo in trincea.
Vorrei morire ucciso dagli agi. Vorrei che di me si dicesse: “Come è morto? Gli è scoppiato il portafogli”.
Vivi e lascia convivere.
Non è vero che tutti i vecchi sono rompicoglioni. Io, per esempio, sì.
Non ho fame. Non ho sete. Non ho caldo. Non ho freddo. Non ho sonno. Non mi scappa niente. Come sono infelice.
Impara l’arte, mettila da parte e fatti raccomandare.
Prima di dire che uno è stronzo bisogna assaggiarlo. Se sa di merda allora sì. Se no, si rischia una querela.
Essere o benessere?
Non si vive di Ricordi. Solo Giuseppe Verdi c’è riuscito.
L’Italia è una donna di facili consumi.
Meglio dallo psicanalista che dal confessore. Per questo è sempre colpa tua, per quello è sempre colpa degli altri.
La pubblicità è il commercio dell’anima.
Quando il benessere bussa alle porte, poveri e onesti tenetevi forti.
La Giustizia deve avere il suo corso, come Garibaldi.
Il diavolo fa le pentole, i preti fanno i coperchi.
L’uomo propone e Dio indispone.
Mangiare è un diritto, digerire è un dovere.
La logica è una forma di pigrizia mentale.
Mi sono accorto di essere troppo gentile per il mio carattere.
Oggi l’erba-voglio cresce come il fieno nel portafoglio pieno.
Giulio Andreotti: Chi non muore si risiede.
B.B.: Dio me l’ha data, guai a chi non me la tocca.
Quando la parola “volgare” non avrà più senso, saremo tutti uguali.
Famiglia del Sud. Basta spostare un mobile, che viene fuori un ragazzino.
Chi si inferma è perduto.
Tutti gli uomini sono uguali. A chi?
La rivoluzione si fa a sinistra, i soldi si fanno a destra.
L’innocente è sempre colpevole di avere, con il suo maldestro comportamento, indotto la Giustizia in errore.
L’ateo è uno che crede nell’al di qua.
Sono un amico. Valgo un tesoro.
A scuola ero il miglior ultimo della classe.
Chi è felice è stupido. Non è vero ma consola.
Il disordine dà qualche speranza, l’ordine nessuna
Quel tipo di mogli che sposano il portafogli.
La caratteristica dei giovani è trascurarsi. Il loro motto: “La salute dopo tutto.”
Intransigente. Sbagliando si spara.
Chi troppo vuole firma cambiali.
Chi tardi arriva male parcheggia.
Chi rompe paga. Chi corrompe paga di meno.
Quando c’è la salute c’è rutto.
Si dice il peculato ma non il peculatore.
Le bugie hanno le gambe corte ma vanno in automobile.
I poveri hanno preoccupazioni, i ricchi hanno problemi.
Le pistole non discutono. I pistola sì.
Chi non ha testa abbia delle belle gambe.
Anche i nani sono stati bambini.
Chi fa da sé fatica il doppio.
I poveri non hanno spiccioli hanno solo pochi soldi.
Nessuno scrupolo. Lo scrupolo è la rovina dello scapolo.
Muore mentre aspetta che gli facciano l’autopsia.
Mi piacciono tanto i bambini. Specialmente quando piangono. Così li portano via.
L’uomo è nato per soffrire. Se non soffre, soffre.
Le valigie non sono come i cani, non si affezionano ai padroni.
La bestemmia aiuta a vivere, la preghiera a morire.
Il candelotto fumogeno è l’allucinogeno della polizia.
I simpatici invecchiano. Gli antipatici non muoiono mai.
Ho il frigorifero pieno di vendette che non mangerò mai.
Chi trova un’amica gli costa un tesoro.
La vita è bella. È bella perché non conosciamo altro di meglio.
Il vero rivoluzionario è un eroe senza macchina e senza paura.
Chi va piano va sano e… viene tamponato poco lontano.
Collaborazione. Io l’insulto. Tu lo tieni. Lui gli mena. Noi aiutiamo e voi guardate se essi arrivano.
Dal mio fioraio le corone da morto le fa la nonna, così si abitua all’idea.
Dimmi con chi vai e ti dirò se vengo anch’io.
Dio, dammi un assegno della tua presenza.
La voce della coscienza è antipatica come la nostra sentita al registratore.
L’amore ha diritto di essere disonesto e bugiardo. Se è sincero.
L’eccezione conferma la corruzione.
Lo schiavo si affeziona. L’impiegato no.
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