Una poesia per il 25 aprile – “La Resistenza e la sua luce” di Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini

 

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Una poesia per il 25 aprile – “La Resistenza e la sua luce” di Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini non ha fatto la Resistenza, l’ha fatta però il fratello minore Guido, che è morto lottando quando ormai la guerra era alla fine. Lo scrittore lo ha spesso ricordato in poesie o conversazioni, ma sulla Resistenza ha sempre espresso l’opinione che è stata una mancata Rivoluzione, che la luce che si sperava si spandesse su tutti gli uomini, anticipatrice di un nuovo sistema, una nuova realtà socialista si è spenta e chi aveva creduto a quella luce può solamente piangere lacrime amare.

Per Pasolini le forze politiche comuniste non hanno saputo, o forse voluto, indirizzare lo slancio della Resistenza verso la creazione di un nuovo sistema politico che sbaragliasse il vecchio  e non fornisse terreno fertile per il finto nuovo che si sarebbe infatti realizzato come continuazione del precedente.

Ecco una delle sue più dolorose poesie dulla Resistenza.

La Resistenza e la sua luce

Così giunsi ai giorni della Resistenza
senza saperne nulla se non lo stile:
fu stile tutta luce, memorabile coscienza
di sole. Non poté mai sfiorire,
neanche per un istante, neanche quando
l’Europa tremò nella più morta vigilia.
Fuggimmo con le masserizie  su un carro
da Casarsa a un villaggio perduto
tra rogge e viti: ed era pura luce.
Mio fratello partì, in un mattino muto
di marzo, su un treno, clandestino,
la pistola in un libro: ed era pura luce.
Visse a lungo sui monti, che albeggiavano
quasi paradisiaci nel tetro azzurrino
del piano friulano: ed era pura luce.
Nella soffitta del casolare mia madre
guardava sempre perdutamente quei monti,
già conscia del destino: ed era pura luce.
Coi pochi contadini intorno
vivevo una gloriosa vita di perseguitato
dagli atroci editti: ed era pura luce.
Venne il giorno della morte
e della libertà, il mondo martoriato
si riconobbe nuovo nella luce…

Quella luce era speranza di giustizia:
non sapevo quale: la Giustizia.
La luce è sempre uguale ad altra luce.
Poi variò: da luce diventò incerta alba,
un’alba che cresceva, si allargava
sopra i campi friulani, sulle rogge.
Illuminava i braccianti che lottavano.
Così l’alba nascente fu una luce
fuori dall’eternità dello stile …
Nella storia la giustizia fu coscienza
d’una umana divisione di ricchezza,
e la speranza ebbe nuova luce.

Pier Paolo Pasolini

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